Mio fratello Simple. Un amore incondizionato

Mio fratello Simple. Un amore incondizionato

Mio fratello Simple, di Marie-Aude Murail, Edizioni Giunti, 2018
Età consigliata: dagli 11 anni

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Copertina di Mio fratello Simple di Marie-Aude Murail«Mio fratello Simple» racconta la storia di Simple, giovane uomo di 23 anni e di bell’aspetto, se non fosse che la sua età cerebrale è di tre anni.
È un ritardato mentale e l’unica persona della sua famiglia che lo ama e che si prende cura di lui è il fratello minore, Kléber.

Non è per niente facile. Simple è un abitudinario, deve essere tenuto sempre sotto controllo perché suscita spavento nelle persone che non lo conoscono e vede il mondo con gli occhi di un eterno bambino. Come tutti i bambini ha un coniglietto di peluche,il Signor Migliotiglio, che lo accompagna sempre nelle sue avventure quotidiane, ma soprattutto mentali.

Kléber e Simple sono alla ricerca di una nuova sistemazione e si trasferiscono in un appartamento abitato da alcuni ragazzi universitari.
Inizialmente Simple appare come lo strambo che rovina i piani di tutti, che crea noie e complicanze, per questo la convivenza non è facile.

Poi però i ragazzi se ne affezionano, perché Simple è puro e sincero, e riesce con la sua personalità ad arrivare al cuore di tutti. L’unico cuore che sembra non aver mai toccato è quello del padre.

È il padre di Kléber e Simple infatti ad averne la potestà e sembra intenzionato a spedire il figlio in un istituto psichiatrico. Klebér è ancora minorenne e non può opporsi, o forse neppure vuole.
Del resto lui ha già il suo bel da fare tra scuola e prime cotte e sa che Simple avrà per sempre bisogno di qualcuno. La soluzione migliore sembra proprio quella proposta dal padre.

 Allora perché fa così male vedere lo sguardo spaventato e triste del fratello, quando lo vede partire verso l’istituto? E perché quando torna a casa per il fine settimana Simple porta con sé un Signor Migliotiglio senza più gli occhi?

Temi trattati: disabilità mentale, rapporti familiari, amore fraterno, accettazione del diverso

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