Mia: quando il possesso viene scambiato per amore

Mia: quando il possesso viene scambiato per amore

Mia, di Antonio Ferrara, Settenove, 2015.
Età consigliata: 12 anni

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Copertina del libro Mia di Antonio Ferrara«Mia» di Antonio Ferrara è la storia di un femminicidio.

Cesare è un ragazzo di 15 anni che si innamora perdutamente di Stella.
A poco a poco la relazione degenera: gli scatti di gelosia di Cesare si manifestano in gesti di violenza sempre più frequenti. Stella si allontana da lui ma poi torna tutte le volte… o quasi.

«Avevo lei, e invece d’essere felice tremavo per la paura di restare solo. Mi guardavo sempre intorno, in ogni momento, e li vedevo che la guardavano, gli altri, li vedevo, ma mi dicevo che loro potevano solo guardarla, perché lei era mia.
Niente da fare, mi dicevo, questa donna è mia e non la lascio più».

Ormai lei è stanca di perdonarlo e Cesare non accetta che Stella possa andarsene dalla sua vita o che possa essere di qualcun altro.
Così si ritrova con il coltello tra le mani sotto casa della ragazza: «è stato per amore che l’ho uccisa».

L’Autore con uno stile essenziale racconta una storia in cui il possesso viene scambiato per amore.
Antonio Ferrara senza dare giudizi, si limita a narrare i fatti, lasciando il lettore libero nella storia.

«Mia» nasce da “Ti do i miei occhi” percorso di educazione sentimentale e di prevenzione del disagio, in cui Antonio Ferrara ha organizzato dei laboratori di scrittura emozionale.
Coinvolgendo scuole italiane e straniere, l’Autore ha chiesto a ragazze e ragazzi di pensarsi vittima di una qualsiasi forma di prevaricazione, e di descrivere lo stato d’animo di quella condizione.

A partire da quanto immaginato, osservato o realmente vissuto, sono stati delineati i personaggi, la trama e il linguaggio della storia, dando vita ad un libro che parli proprio ad un pubblico di ragazzi.

2 Risposte “Mia: quando il possesso viene scambiato per amore”

  1. Ciao Francesco. Sono pienamente d’accordo con quello che hai scritto. In questo libro Antonio Ferrara ha palesato lo stato possessivo o ossessivo di un amore malato.
    Il tema del femminicidio è ricorrente e martellante: per questo motivo è nostro dovere saperne di più e rivolgerci a questo tipo di letture.
    Se ti è piaciuto lo stile dell’autore, ti consiglio di leggere “Anguilla”: altro contesto ma le tinte rimangono sempre forti e nette.

  2. Forse l’esigua quantità di pagine può far sembrare che questo libro di Antonio Ferrara si possa leggere in poco tempo, ma non è così: l’intensità delle parole e dei fatti mi hanno infatti tenuto incollato alle pagine fino a tarda sera, per ore.

    Mi è piaciuto perché è un libro diverso; non ci sono particolari colpi di scena, la tragedia è terribilmente chiara dall’inizio.
    Ciò che invece via via si palesa sono i profondi e intricati motivi per cui una persona può passare dall’amore più ardente all’odio più profondo.

    Sicuramente il tema trattato è molto delicato, non facile da affrontare e per i dettagli e le scene di cui parla consiglio questa lettura ad un pubblico quanto meno adolescente, poiché l’argomento della violenza domestica e del femminicidio è forse uno dei più complessi da metabolizzare.

    Ovviamente va compreso in modo tale da prevedere eventi simili a quelli trattati e chiarire nelle menti delle persone, sia quelle giovani che quelle adulte, quali sono i giusti valori in cui credere e i giusti comportamenti da adottare.

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