Mago: un destino da campione

Mago: un destino da campione

Mago. Un destino da campione, Guido Sgardoli, Lapis, 2019
Età consigliata: dagli 11 anni

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Mago. Un destino da campione è ambientato in toscana, in una fattoria in campagna. Qui vive Viola, una ragazzina la cui vita è limitata da una malattia genetica, la stessa che ha causato la morte della madre. Con lei c’è nonna Desia, con la quale c’è un legame fortissimo e un padre che, da quando sua moglie non c’è più e il lavoro scarseggia, è tutto concentrato su se stesso e non riesce neppure ad essere un bravo padre.

Una mattina, Viola sta uscendo per andare a scuola come tutti i giorni quando, uscendo di casa, si trova davanti un puledro. E’ ferito, sporco e affamato, ma è un bellissimo puledro. Viola non ha occhi che per lui, salta la scuola e cerca di aiutarlo come meglio può. L’intesa è immediata: Viola è una ragazzina un po’ sola, e per lei questo puledro rappresenta il sogno della sua vita. D’altro canto, il cavallo è mansueto e intelligente e apprezza le cure e le attenzioni di Viola. Sembra apparso dal nulla, come in una magia, perciò la chiamerà Mago.

Il padre sembra determinato: non si sa da dove venga il cavallo, probabilmente appartiene a qualcuno e va restituito. Inoltre, mantenere un cavallo è un costo alto, che lui non può permettersi. Se non si troverà il proprietario, il cavallo sarà venduto.

Parole dure, come pietre. I giorni passano, alternando speranze e delusioni sulla sorte dell’animale, con il quale Viola instaura un rapporto strettissimo.

Finché un giorno si presenta alla fattoria un uomo disposto ad acquistarlo.

E’ la fine: Viola non può accettarlo. Decide di fuggire con il cavallo: dovrà nascondersi, non lasciare tracce, dormire all’aperto. Ma Viola è malata, ha bisogno di farmaci e non può prendere freddo. Cosa accadrà a Viola e Mago?

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