John della notte: in nome della libertà

John della notte: in nome della libertà

John della notte, Gary  Paulsen, Equilibri, 2019

Età consigliata: dai 12 anni

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John della Notte

«John della notte» è un racconto che ci riporta indietro nel tempo, in America, nei giorni in cui il bianco era padrone e il nero era schiavo. John viene trascinato incatenato dal nuovo padrone: è un uomo grande, con la schiena segnata dalle cicatrici delle frustate. Legato al cavallo che tira il calesse, deve correre se non vuole morire trascinato. Viene portato a lavorare nella piantagione fino a notte, appena arrivato, nudo e sanguinante .

John è forte. E’ già fuggito una volta, ma è tornato per insegnare a leggere e a scrivere agli altri schiavi. La lettura è un reato. Leggere o scrivere può costare la vita.

Il libro di Paulsen più che un romanzo è un racconto lungo. Narra storie vere, tristemente accadute ad altri: a troppi uomini e donne comprati come schiavi. E’ il frutto di ricerche che l’autore ha compiuto, leggendo testimonianze e interviste fatte a ex schiavi negli anni 20 e 30 del novecento.

Il materiale che si trova in appendice, che comprende anche la storia alla quale Paulsen si è inspirato per il suo romanzo, è senza dubbio interessante e molto utile. Vi si trovano infatti consigli di lettura, altri titoli dello stesso autore e filmografia.

Perché leggere questo libro?

Perché John della notte è schiavo e schiavo è il contrario di libero. Perché la libertà è un valore che quelli come John pagano caro. Perché la libertà non si può dare per scontata, mai. Perché non siamo sempre stati liberi e chissà se lo saremo sempre. Perché la lotta per la libertà ha tanti nomi: ha il nome di Malala e di Nelson Mandela, di Iqbal e del Mahatma Gandhi, di Jan Palach e dei fratelli Cervi, e il nome di John e Sarny e di Martin Luther King. Perché John combatte per la libertà a colpi di parole, che poi diventa una storia, che poi diventano tanta storie e tante storie diventano libertà. Perché la parola ci rende liberi, leggere ci rende liberi, le storie ci rendono liberi. Perché dalle storie nascono domande (…). Perché il buio non ci fa più paura quando abbiamo la luce di una parola, di una storia, di un maestro come John della Notte”

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