Cosa saremo poi: una storia di cyberbullismo

Cosa saremo poi: una storia di cyberbullismo

Cosa saremo poi, di Luisa Mattia e Luigi Ballerini, Lapis, 2017
Età consigliata: dai 13 anni

Vuoi prenderlo in prestito? Usa Il Cercalibri


Copertina di Cosa saremo poi di Luisa Mattia e Luigi Ballerini«Cosa saremo poi», parla di bullismo, anzi, peggio: cyberbullismo, che significa che tutte le parole sgradevoli e offensive che ti vengono rivolte, non le senti solo tu o i tuoi compagni di scuola, ma sono in rete, le sentono tutti.
Tutti, in qualunque posto andrai a vivere, sapranno che sei «una così».

Ci si può innamorare, a chi non è mai successo?
Può accadere che ci siano momenti di maggiore intimità, ma non per questo si deve essere condannati e scherniti a vita.

È quanto accade a Lavinia, 14 anni, innamorata di Falco, il più bello e il più spavaldo della scuola.
Non ci può credere che lei, proprio lei, possa piacerle. Che lei possa diventare la SUA ragazza. Già, SUA, così SUA, che lui può farne ciò che vuole.
Anche quello che Lavinia non desidera.

Così quello che Lavinia ha fatto forzatamente appare sui social, la marca, la schernisce.
Finché Lavinia non tenta il suicidio.

Una storia forte, quella raccontata in «Cosa saremo poi», amara, che purtroppo appare sempre più spesso nelle cronache giornalistiche, ma che fa riflettere.

Il gruppo è la forza del bullo: senza il gruppo, il bullo non è nessuno, perde di forza.
È questo un altro aspetto importante del romanzo.

Comincia con il gruppo. Il gruppo che si riunisce e commenta il gesto di Lavinia: «La solita scema… – Tutti risero. – È una sfigata. Dieci a uno che l’ha fatto per attirare l’attenzione.»

Ma purtroppo, il bullo serve al gruppo: essere con lui fa sentire più forti tutti, anche quelli che da soli sarebbero insignificanti. Come se essere al seguito di un bullo, ci si guadagni in umanità!

Si sono divertiti…
Non lei, che lentamente, ostinatamente, ricompone la memoria di quello che è accaduto.

1 commento su “Cosa saremo poi: una storia di cyberbullismo”

  1. Questo libro già da solo dice tutto quello che c’è da dire, è diretto, non c’è bisogno di andare alla ricerca di significati nascosti.
    Ciò che è successo a Lavinia potrebbe accadere ad ognuno di noi, ma allo stesso tempo potremmo ritrovarci nei panni di Falco o di uno dei membri del suo gruppo. Potrebbe capitarci di leggere dei messaggi che prendono di mira qualcuno, potrebbe capitarci di ridere a quei messaggi e magari cercando solo di attirare l’attenzione del resto del gruppo, potrebbe capitarci di scrivere anche noi un commento su qualcuno.
    Magari chi prendiamo di mira non è neppure una persona innocente come Lavinia, magari è qualcuno che ti ha deriso, o che non merita, secondo te, di essere trattato bene. Potresti non riuscire bene a distinguere il bianco dal nero, magari è tutto grigio. Potresti scambiare per uno scherzo ciò che in realtà non lo è.
    La cosa bella di questo libro è che non ci fa vedere solo il punto di vista della vittima, ma ci fa capire che Falco non è cattivo, non voleva certo che Lavinia tentasse il suicidio, voleva “divertirsi”, voleva far “divertire” il suo gruppo di amici. In fondo anche Falco ha i suoi problemi, è solo un ragazzo immaturo che ha fatto una cosa molto grave e molto studida solo che se ne è reso conto troppo tardi. E con questo non cerco di sminuire le sue colpe, assolutamente, è solo per farci rendere conto che non bisogna essere cattivi per fare una cosa del genere, basta solo fare la scelta sbagliata quando se ne presenta l’occasione.

Lascia un commento