É possibile cambiare il proprio destino?

É possibile cambiare il proprio destino?

Pusher, di Antonio Ferrara, Einaudi Ragazzi, Torino, 2017.
Età consigliata: 12 anni

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Copertina di Pusher di Antonio Ferrara

È possibile cambiare quando si nasce e si cresce in ambienti depravati?

Se tuo padre vuole che tu vada a spacciare droga, anziché andare a scuola.

Se tua madre insegna alle tue sorelle più piccole a confezionare le bustine di cocaina.

Se per il tuo compleanno ti regalano una pistola.

E se tuo padre uccide il professore che voleva che tu andassi a scuola, un professore che ti faceva sentire bene

E se ancora, tuo padre pretende che tu spari a chi non ha pagato il pizzo.

Finché Tonino non viene messo in una casa protetta e incontra persone che vivono e pensano in modo diverso.


Antonio Ferrara
 è uno scrittore e illustratore per ragazzi, che ha realizzato numerosi progetti di inclusione sociale e laboratori per bambini, adolescenti ed educatori.
Nel 2012 con il romanzo Ero Cattivo ha ricevuto il Premio Andersen, nella categoria miglior libro per ragazzi oltre i 15 anni.

 

4 Risposte “É possibile cambiare il proprio destino?”

  1. Ecco un’altra recensione del libro scritta da Giovanni, un ragazzo del Progetto Alternanza Scuola-Lavoro alla Biblioteca Villa Urbani

    Pusher, un libro apparentemente semplice caratterizzato da uno stile linguistico lineare, vede protagonista Tonino, un ragazzino di circa tredici anni costretto a vivere in una delle realtà più dure d’italia, ovvero la Napoli della camorra: Tonino è figlio e nipote di due boss della malavita e nonostante la sua precoce età, è costretto a passare le giornate in piazza a spacciare cocaina confezionata dalle sue sorelline di otto anni. Il suo lavoro lo costringe a lavorare di notte fino alla prima mattina e gli nega la possibilità di andare a scuola.

    Il libro – sia grazie allo stile dell’autore sia grazie alla trama estremamente coinvolgente – ci fa vivere la storia in prima persona e ci fa creare un legame emotivo con Tonino, un semplice bambino costretto a sopportare una vita durissima.
    Il romanzo è estremamente interessante in quanto descrive benissimo una situazione come quella di una Napoli fin troppo nota, ed è anche un bellissimo estratto di vita e storia di una grande rivalsa sociale che ritengo molto educativo per la maggior parte dei ragazzi che, per loro fortuna, non devono affrontare queste realtà.

  2. Un libro veramente bello che ti lascia senza parole, anche grazie al finale che ci fa capire tutto quello che ha dovuto passare Tonino fino a quel momento.
    Il personaggio che mi ha colpito di più è il professore di Tonino perché è coraggioso, fa di tutto per farlo tornare a scuola e lo fa sentire veramente amato. Quando viene ucciso da suo padre Tonino prova una grande delusione perché era l’unico che riusciva a farlo sognare e a dargli una speranza nella sua difficile vita , fatta di lavoro, droga e armi.
    La storia di Tonino mi fa provare molta tristezza, perché è solo un ragazzo, ma non è libero di studiare, di giocare, anche le sue sorelle più piccole appena tornano da scuola sono costrette a preparare bustine di droga, solo perché hanno le mani piccole e riescono a chiuderle meglio.
    Alla fine però Tonino riesce a trovare delle persone buone che gli vogliono bene e lui da quel momento riesce a cambiare la sua esistenza.

    1. E’ lo stile di Ferrara…non riesco a dimenticare il nitore delle parole, la semplicità stilistica…tutto costruito per colpirti dritto al cuore.
      Anche il forte autobiografismo…

  3. E’ un libro che ti lascia senza parole.
    Una persona come Tonino non potrebbe che farci pena. Ma lui non merita il nostro dispiacere, lui merita il nostro aiuto.
    Lui merita un amico, e un amico non è solo qualcuno che si dispiace per te, è qualcuno che si mette nei tuoi panni e che ti aiuta ad affrontare il tuo problema.

    Il suo professore era questo amico.
    E suo padre l’ha ucciso, e Tonino è disperato.

    La vita di Tonino ci potrebbe sembrare più lontana che mai, noi che ce ne stiamo sulle nostre case a riposare senza pensare ai troppi problemi che oggi invadono il mondo.
    Noi siamo ragazzi, pensiamo alla scuola, agli amici, alla famiglia, al/alla ragazzo/a, pensiamo a ciò che ci è più vicino, e da coloro che spacciano spesso ci allontaniamo perché pensiamo che siano cattiva gente.
    Ma è una menzogna, una bugia bella e buona.

    Tutti siamo cattivi, tutti siamo buoni … tutti siamo umani.
    Tonino si accorge che la vita che sta conducendo non è quella che vorrebbe fare, lui vorrebbe gridare che NON E’ GIUSTO!!
    Cosa ha fatto lui di male per meritarsi quella vita?! Assolutamente nulla! Anche lui vorrebbe vivere come noi, con quei piccoli problemi da adolescenti che ci tengono impegnata la mente.

    Alle persone come Tonino non bastano la popolarità, il denaro, il rispetto.
    Lui vuole l’affetto. Vuole quel calore che ti fa sentire al sicuro.
    E fino ad allora solo il suo professore gliel’aveva dimostrato.

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