Bunker diary: tutto cominciò in una fredda mattina

Bunker diary: tutto cominciò in una fredda mattina

Bunker diary, di Kevin Brooks, Piemme , 2015
Età consigliata: 14 anni

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Bunker diary

Il protagonista di «Bunker diary» è Linus, un ragazzo di 16 anni che vive nelle strade elemosinando qualche spicciolo strimpellando la sua chitarra.
Ma Linus non è affatto povero, suo padre è ricchissimo, ma aveva deciso di scappare di casa, da quando sua madre era morta non faceva altro che discutere con suo padre.

Ma tutto cominciò in una fredda mattina, quando vide un uomo cieco che cercava di mettere qualcosa dentro ad un furgone.

Decise di aiutarlo, ma quando questo lo spinse dentro al veicolo e gli mise un panno davanti alla bocca per drogarlo, prima di svenire, si accorse di essere stato imbrogliato e che la sua vita stava prendendo una piega che non si sarebbe mai aspettato.

Rinvenne in un bunker con sei camere da letto, un bagno, una cucina con sei sedie, un tavolo per sei persone, sei bicchieri, sei forchette, sei coltelli e sei cucchiai.

C’erano delle telecamere appese alle pareti, ma non potevi romperle, e più importante di tutto c’era un ascensore, l’unico collegamento con il mondo esterno!

Rimase giorni e giorni senza mangiare e bevendo l’acqua del rubinetto.
In ogni stanza c’era una bibbia, dei fogli e una penna, perciò Linus non potendo parlare con nessuno, se non con il rapitore che tutto il tempo lo osservava, cominciò a scrivere: da qui «Bunker diary», il titolo del libro.
Era così che ammazzava il tempo.

Poi arrivò Jenny, una bambina di nove anni, e lei era solo la seconda, ce ne sarebbero stati degli altri.

«Quando stamattina mi sono svegliato era ancora buio. Non ho avuto uno di quei momenti alla “dove sono?” che immagini di avere quando ti ritrovi di colpo in un posto strano. Appena ho aperto gli occhi ho capito subito dov’ero.
Non dove di preciso, ovvio, ma sapevo che era lo stesso buio sconosciuto in cui mi ero addormentato.
Ho riconosciuto subito l’aria che sapeva di un posto sottoterra.»

2 Risposte “Bunker diary: tutto cominciò in una fredda mattina”

  1. Un libro che ti prende,fino all’ultimo momento mette ansia.Riesci a provare come ci si sente in una gabbia mentale senza via d’uscita.È capace di catturarti all’ interno della vicenda e farti provare le sensazioni si Linus.Una vera e propria strada per la follia.

    1. Francesco mi ha stupito la scelta che hai fatto…intendo leggere questo libro. E’ forte nelle parole e anche nelle immagini che ripropone.
      Leggere questo libro ha rappresentato liberare le mie paure e fobie, in tutta tranquillità!!! Leggere e vivere la pelle degli altri!!!

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