Bulle da morire: amiche al tempo del bullismo

Bulle da morire: amiche al tempo del bullismo

Bulle da morire, di Emanuela Da Ros, Feltrinelli, 2017
Età consigliata: 12 anni

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Bulle da morirePrimo anno di liceo: Stefania e Giada sono amiche da sempre, cresciute insieme e compagne da sempre di scuola.
Giada una ragazza semplice, amante della natura, va spesso in campagna dal nonno e ama gli animali.
Le belle della classe, Eli e Bea, amano invece vestirsi all’ultima moda, hanno cellulari ultimo modello, sono dedite a piccoli furti nei negozi, alla vita di discoteca, hanno quattromila amici su Facebook.

Per divertimento, le due decidono di prendere Giada a caprio espiatorio, isolandola completamente nella classe: nessuno dovrà parlarle.
E alla protesta dell’amica Stefania: «Ma Giada non fa male a nessuno, è la persona più mite che conosco…», Eli ribatte: «Senti Ste’, se vuoi rompere anche tu, dillo chiaro, che ti seghiamo come Giada».

È così che Stefania deve scegliere se restare fedele all’amica ed essere estromessa dal gruppo classe, oppure passare dall’altra parte.
Inoltre, gli incontri con Eli e Bea sono molto più promettenti di quelli in campagna con Giada.
Stefania si sente più grande, più bella, più sexy, finché…quegli incontri non sono per niente gradevoli e le persone che si trova a frequentare non sono dei bravi ragazzi.

Le vessazioni alle quali viene sottoposta Giada sono sempre più forti, finché la situazione precipita….

2 Risposte “Bulle da morire: amiche al tempo del bullismo”

  1. Ho letto questo libro che parla di una ragazza bullizzata da due ragazze che non capiscono la gravità dell’essere maltrattati. Questo libro aiuta ad affrontare le persone bullizzate.

  2. Ho apprezzato notevolmente la lettura di questo libro perché l’ho trovata estremamente adeguata ed utile ad un ragazzo che si trova nel periodo dell’adolescenza come me.

    L’autrice infatti tratta attraverso una lettura semplice e scorrevole di una problematica molto importante e purtroppo anche diffusa: quella del bullismo.
    In particolare ho apprezzato il fatto che essa utilizzi il libro non come mezzo di rimprovero riguardo questo tema, ma come strumento per sensibilizzare ed educare il più possibile le nuove generazioni ad affrontare questo problema che può manifestarsi soprattutto durante il periodo dell’adolescenza, poiché i ragazzi sono più soggetti ad insicurezze e fragilità e perciò sono maggiormente “attaccabili”.

    Vorrei soffermarmi inoltre sul ruolo svolto dai personaggi incontrati nel libro, in quanto nelle vicende di bullismo viene considerato come il “colpevole” solo chi contribuisce in modo attivo a compiere cattive azioni a discapito di una o più vittime (queste figure sono individuabili all’interno del libro nei personaggi di Eli e Bea), ma nessuna considera ugualmente colpevoli gli omertosi e coloro che pur di non rimanere emarginati dal gruppo si lasciano coinvolgere (riferimento a Stefania). Questo comportamento è ancora più sbagliato perché per contrastare il bullismo è necessario denunciare immediatamente ogni comportamento scorretto ed ingiusto.

    Infine ho apprezzato decisamente il personaggio di Giada perché nonostante tutto essa continua a lottare e non si arrende mai e rappresenta perciò la speranza in questa lotta contro il bullismo.

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