Qualcosa di speciale

Qualcosa di speciale

Qualcosa di speciale, di Antonella Giacon, Edizioni Corsare, 2017
Età consigliata: dagli 11 anni

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«Qualcosa di speciale» è ambientato in una periferia perugina, dove i ragazzi giocano in strada.

Sono tutti  stranieri, fatta eccezione per Demis, 11 anni, e il suo amico Bruno, che è un po’ «come se fosse straniero, perché la sua mamma si è messa con il marocchino che spaccia sulla piazza del supermercato e dorme da lei, quando non dorme in piazza ubriaco».

Al parco si ritrovano con i motorini i ragazzi più grandi, che parlano di ragazze e di sport. Spacciano e si fanno le canne.

Demis è sensibile e soffre delle brutture che lo circondano.
Non ha una bella famiglia, ma sempre meglio di niente, e ha pure una mamma che gli vuole bene.

Bruno è volubile: è amico di Demis, ma spesso si prende gioco di lui.
Non ha nessuno che se ne prenda cura e qualche volta, se non fosse per Gino, si ritroverebbe a passare la notte fuori di casa.

«Qualcosa di speciale» non ha una vera e propria trama, ma narra lo scorrere della vita dei due ragazzini, tra quotidianità, avventure e momenti brutti.

Lo stile è particolare, perché è il racconto che Demis fa della sua vita, per dimostrare che sebbene non sia bravo in niente, se riuscirà a scriverla, forse anche lui sarà un po’ speciale.

5 Risposte “Qualcosa di speciale”

  1. Un libro fantastico, che ti colpisce dalla prima riga, con un linguaggio semplice, ma molto efficace che ti entra dentro.
    Questo libro ci fa conoscere una vita diversa, quella di Demis, che può solamente giocare fuori e usare la sua immaginazione, mentre è solo, perché i suoi genitori lavorano sempre e non hanno mai tempo per stare con lui.
    Le giornate che vive Demis sono tristi perché sta in posti pericolosi, spaventosi, che i bambini nemmeno dovrebbero conoscere.
    Non immaginavo che anche in una piccola città come Perugia ci potessero essere tutti questi problemi.

  2. Questo libro mi ha fatto pensare che non tutti sono felici come noi, come ad esempio Demis che vive senza un appoggio familiare in un quartiere malfamato di Perugia.
    Lui pur essendo consapevole delle proprie condizioni di vita e del contesto sociale in cui si trova si accontenta di ció che ha e si diverte con quello che può.
    Dobbiamo prendere la storia di Denis come esempio per tutti noi, perchè dobbiamo apprezzare ciò che abbiamo, è non dobbiamo pensare e cercare ciò che non possediamo.

  3. Questo libro mi ha suscitato molte emozioni , poi mi ha fatto capire tante cose su cui non avevo mai riflettuto per esempio: non tutti possono contare su una famiglia vera e propria come quella di Demis e nonostante questo lui continua a giocare con l’immaginazione e ad andare in bici come se non si fosse accorto di nulla.
    Inoltre quello che mi ha colpito del libro è il luogo dove viene narrata la storia cioè ” Perugia” e mi ha fatto scoprire zone veramente reali che per fortuna non ho mai visto di questa città, con gente purtroppo molto pericolosa.

  4. Demis e’ un ragazzo di periferia di Perugia; sta fuori di casa tutto il giorno e gioca con il suo amico Bruno, a volte sta in piazza con gente pericolosa e ritorna a casa tardi.
    Quindi non e’ un ragazzo molto fortunato; questo libro mi ha fatto conoscere un altro lato di Perugia e una differente situazione sociale.

  5. Questo libro mi fa pensare che non tutti sono fortunati come noi, perché i ragazzi come Demis, che girano per la piazza,anche se circondati da vandali e persone pericolose, senza nessuno che li tenga d’occhio come i suoi genitori che lavorano tutto il giorno per mantenersi ,non hanno tempo per aiutarlo, e non hanno neanche i soldi per il riscaldamento. Demis e Bruno passano tutto il tempo in bicicletta e a giocare a pallone facendo gare e a giocare con l’immaginazione.
    Questo libro mi ha fatto scoprire una parte di Perugia con situazioni diverse rispetto a quelle a cui sono abituato.

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