Ero cattivo: l’importante è riuscire a rialzarsi

Ero cattivo: l’importante è riuscire a rialzarsi

Ero cattivo, di Antonio Ferrara, Edizioni San Paolo, 2012.
Età consigliata: 13 anni

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Copertina Ero cattivo di Antonio Ferrara

La prima volta che ho letto «Ero Cattivo» di Antonio Ferrara, mi ha infastidito il finale, troppo buonista, ho pensato.
Poi l’ho riletto una seconda volta, e mi sono innamorata di questo romanzo, che non tralascia nulla: ogni personaggio è un essere umano, con tutti i suoi sentimenti e le sue difficoltà. Ovviamente anche con la sua possibilità di farcela.

«Ero Cattivo» si legge in un attimo, scritto grande, capitoli brevi, scrittura asciutta, ma che ha bisogno di essere ‘assorbito’ dal lettore, per apprezzarne tutta la ricchezza umana.

Ferrara racconta una realtà dura, le difficoltà troppo grandi che i ragazzi, spesso troppo giovani, devono sopportare.
C’è una possibilità di riscatto.

La storia si svolge in una casa di recupero, che ospita dei ragazzi in difficoltà e dove un sacerdote, padre Costantino, si adopera per aiutarli, sempre sorridente.
Convinto di poter aiutare questi ragazzi, padre Costantino si prende cura di loro e decide di dare loro un obiettivo.
Quello di Angelo, da lui stesso scelto per provocazione, sarà di prendersi cura di un cane.

Antonio Ferrara, è uno scrittore e illustratore per ragazzi, che ha realizzato numerosi progetti di inclusione sociale e laboratori per bambini, adolescenti ed educatori.
Nel 2012 con il romanzo Ero Cattivo ha ricevuto il Premio Andersen, nella categoria miglior libro per ragazzi oltre i 15 anni.

 

3 Risposte “Ero cattivo: l’importante è riuscire a rialzarsi”

  1. Questo libro mi fa provare molte emozioni contemporaneamente come tristezza, gioia, curiosità, a causa dei tanti fatti, misteri e segreti della storia.
    Angelo è davvero cattivo?
    Leggendolo mi sembra di trovarmi dentro al libro, sentire quello che pensa e prova il protagonista.
    Il mio personaggio preferito è padre Costantino perché è un grande riferimento per Angelo e per tutti gli altri ragazzi che devono crescere in un modo migliore.

    1. Forse non esistono ragazzi “cattivi”, ma ragazzi in difficoltà. Forse perché non hanno dei riferimenti affettivi validi e per questo non riescono a trovare se stessi. E’ per questo che la figura di padre Costantino è così importante; così come è importante quello che gli propone, cioè prendersi cura di qualcuno, sia pure un cane. Ha ragione Maria, quando scrive che questo è il primo passo per amare!

  2. Ripeto la stessa cosa che ho scritto nel commento riferito a “Pusher”:
    ‘Tutti siamo cattivi, tutti siamo buoni, tutti siamo umani’

    Angelo non è cattivo, è solo debole e fragile. L’unico modo per mascherare questa fragilità, per lui, è fare dispetti e fingere di essere indifferente a tutto.

    Un senso di colpa lo uccide, un dolore forte gli travolge il cuore. Ma non ci può far nulla, non può ignorarlo, non può nasconderlo, può solo conviverci.

    E’ curioso il fatto che lui sceglie di prendersi cura di una cane.
    Lui che non ha mai ricevuto l’affetto di cui aveva bisogno, lui che riusciva a malapena a prendersi cura della propria vita, lui … che è così debole e che vorrebbe cancellare tutto il suo passato.

    Ma il passato ci crea, noi siamo il nostro passato, e ne dobbiamo essere orgogliosi, dobbiamo sentirci bene a stare dentro il nostro corpo e accettare i nostri difetti.
    E’ fondamentale! Prima accetti te stesso, poi accetti chi ti circonda.
    Questo è il primo passo per amare.

    Angelo alla fine riesca a capirlo e … beh, scoprirete da soli cosa accadrà!

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