Cuori di carta: scrivere per non dimenticare

Cuori di carta: scrivere per non dimenticare

Cuori di carta, di Elisa Puricelli Guerra, Einaudi ragazzi, 2012
Età consigliata: 12 anni

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copertina di Cuori di carta

«Cuori di carta» racconta di un’amicizia tra un ragazzo e una ragazza, nata all’interno di un Istituto.

In una biblioteca, una ragazza sta cercando di fare un esercizio di matematica.
Si annoia, scrive un biglietto che nasconde in ‘Puck il folletto’, un libro impolverato che nessuno legge.

Questo biglietto non è indirizzato a nessuno in particolare, ma viene trovato da un ragazzo che risponde scrivendo a sua volta un biglietto.

Dan, il ragazzo, e Una, la ragazza, fanno un patto: non dovranno mai incontrarsi. L’unico modo che avranno per comunicare sarà scrivere questi biglietti.

A poco a poco i ragazzi cominciano a conoscersi e rivelano al lettore aspetti inquietanti e strani della loro vita in Istituto.
Perché Una e Dan si trovano qui insieme a migliaia di altri ragazzi?

Questa non è solo una storia d’amore, ma in «Cuori di carta» c’è una storia che vi farà arrabbiare o addirittura infuriare.

Elisa Puricelli Guerra ha studiato Storia medievale a Milano e scrive libri per ragazzi dal 1998.
Nel 2013 ha pubblicato Cuori di carta, vincitore del Premio Bancarellino.

 

1 commento su “Cuori di carta: scrivere per non dimenticare”

  1. A tutti è capitato di piangere, a tutti è capitato di soffrire e spesso vorremmo dimenticare ciò che ci è accaduto, ma non si può.
    Gli sbagli che facciamo sono parte di noi e, tuttavia, cerchiamo in ogni modo di nasconderli sotto una coperta, sono e resteranno per sempre un pezzo del puzzle della nostra vita.

    Tutta la tristezza, tutti gli sbagli, come tutte le gioie e i momenti felici, ci rendono ciò che siamo oggi.

    Forse non ti piaci, forse ti senti nessuno, forse pensi di meritare di meglio, ma ti posso dire che ciò che è hai e ciò che sei è perfetto così com’è.
    Crescendo potrai solo migliorare e saranno tanti i sorrisi come tante le lacrime che verserai, ma non c’è bisogno di scoraggiarsi!

    I momenti tristi hanno lo stesso diritto di essere ricordati di quanto ne possono avere i momenti felici, anzi, forse anche di più perché è da quelli che si imparano più cose.

    Tutti vorremmo una macchina del tempo con cui poter tornare nel passato e poter rimediare a ciò che abbiamo fatto, ma la vita non è un film e neppure un cartone animato, la vita è reale e ciò che fai ha delle conseguenze che prima o poi dovrai pagare.
    Ma a volte non sono i pensieri degli altri a turbarci, a volte abbiamo semplicemente bisogno di dimenticare per non soffrire.
    Ma è proprio vero che il tempo cura tutte le ferite!

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