Batti il muro: quando i libri salvano la vita

Batti il muro: quando i libri salvano la vita

Batti il muro, di Antonio Ferrara, Rizzoli, 2004.
Età consigliata: 12 anni

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copertina Batti il muro di Antonio Ferrara

«Batti il muro» è un libro triste, nato da una storia vera: una bambina, che ha la mamma malata di gravi disturbi psichici, viene rinchiusa tutti i pomeriggi dalla madre dentro l’armadio di casa.

E’ un rapporto malato, nel quale la madre fa quel gesto, manifestando nel contempo affetto nei confronti della figlia: la bacia, l’accarezza, con voce dolce la invita ad entrare. Poi, chiude a chiave lo sportello.

La bambina non ha ancora gli strumenti per difendersi da questa violenza. Solo quando sarà più grande saprà dire di no.
Senza polemiche: semplicemente basterà un no, secco.

Nell’armadio, l’unica cosa che aiuta la bambina a sopportare l’isolamento e il buio è la lettura.
Entra con la sua torcia in mano e con il suo libro, e legge. I libri le aprono il mondo, quel mondo a lei negato, e le tengono compagnia.
Una storia che va avanti così per anni. Finché, quella bambina, ormai adulta, trova la sua strada e costruisce la sua esistenza.

Perché leggere «Batti il muro»? Perché è un libro con tanta umanità dentro.

Un libro, nel quale si toccano con mano la sofferenza, i rapporti mancati (un padre quasi inesistente, che poi muore; una sorellina più piccola, che ovviamente non può far nulla; una nonna a sua volta pazza) e il silenzio. E’ una famiglia, nella quale non si parla, tutto è taciuto.
Ma nella quale è possibile anche il riscatto, che offre una speranza anche al lettore.

Antonio Ferrara, è uno scrittore e illustratore per ragazzi, che ha realizzato numerosi progetti di inclusione sociale e laboratori per bambini, adolescenti ed educatori.
Nel 2012 con il romanzo Ero Cattivo ha ricevuto il Premio Andersen, nella categoria miglior libro per ragazzi oltre i 15 anni.

 

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